Raccolta di Materiale scientifico-divulgativo sul fenomeno Pro Anoressia Italiano, e argomenti DCA correlati
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venerdì 13 gennaio 2012
Plus Model Magazine: Interessante, ma inutile campagna pubblicitaria
giovedì 8 dicembre 2011
il confine tra Copyright e scorrettezza inetellettuale

poco piacevole:
mercoledì 5 gennaio 2011
Le reti nella Rete - e-book

Breve recensione dell’e-book di Michele Facci - “Internet può talvolta avvicinare persone lontane e allontanare persone vicine..”, interessante guida a potenzialità e pericoli del Web(Ed. EricksonLIVE, p. 126)
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Com’è il mondo dopo l’avvento di internet?
La rete sta plasmando le modalità di comunicazione e di interazione tra le persone, interviene sempre più nella società. Ecco allora che si presentano, veicolati da internet, mancanze, sofferenze, disagi: gli stessi di sempre, ma amplificati, potenziati. La rete diventa una grande cassa di risonanza, una protesi, nel bene e nel male, delle capacità umane. Nel libro si propone una panoramica delle caratteristiche principali della rete e dei suoi riscontri psico-sociali, illustrando la situazione attuale, le potenzialità e i pericoli più significativi derivati da un uso inconsapevole o ingenuo delle nuove tecnologie. L’agile saggio rappresenta quindi un utile strumento conoscitivo per genitori, educatori e insegnanti, ma anche uno specchio in cui molti giovani possono riconoscersi.
Il volume affronta un tema di grande attualità: ossia il rapporto così diffuso dei giovani con la tecnologia e in particolare la grande passione del navigare in internet.
Il fenomeno è decisamente degno di interesse e non possiamo non interrogarci sull’effetto che esso può avere sulle capacità cognitive e sociali dei nostri ragazzi. Se da una parte i bambini sin da piccoli imparano a usare il computer, a giocare on-line e a stabilire relazioni e rapporti anche importanti con persone che non hanno mai conosciuto, dall’altra il mondo dell’educazione e della psicologia non si è ancora dedicato a comprendere fino in fondo gli effetti evolutivi di questo fenomeno. Nel volume comincia a emergere l’idea che gli educatori devono avere una conoscenza approfondita di ciò che viene trasmesso attraverso la tecnologia e dei vantaggi e dei pericoli insiti nel web. Si inizia dunque a discutere del ruolo attivo che gli educatori – intendendo sia genitori che insegnanti – debbano avere rispetto alle tecnologie informatiche. Troppo spesso sono state considerate solo uno strumento per scrivere, per giocare, per avere informazioni, oppure un qualcosa di non comprensibile, e non si è adeguatamente valutata la portata che queste nuove tecnologie stanno avendo sia sulla cultura giovanile, sia sui loro stili cognitivi e di apprendimento. Troppo spesso si sentono gli adulti criticare l’uso del computer o di internet, lamentarsi della poca capacità di ascolto che hanno i giovani, della loro passività nella discussione e attribuire la colpa all’uso del computer. Certamente un bambino che gioca da quando ha 4 o 5 anni con il computer avrà delle enormi potenzialità rispetto a chi incontra il computer in età adulta; un bambino acquisisce plasticità e reversibilità, amplia le proprie conoscenze e sviluppa forme di esperienza e selezione percettiva in ambito visivo. Ma l’ascolto, l’immaginazione e la costruzione creativa del pensiero?
L’atteggiamento corretto non è certo quello di rimpiangere il passato, ma piuttosto quello di capire e conoscere ciò che avviene e di entrarci dentro per poter, a livello educativo, utilizzare le potenzialità che offre la tecnologia e dall’altra parte predisporre a livello didattico adeguate lezioni e metodologie che conducano a un recupero dell’ascolto, della creatività e dell’espressività.
A questo tipo di conoscenza e di consapevolezza conduce il lavoro di Michele Facci, che si pone come un’introduzione al tema: ci presenta il mondo del web, fornendoci, in maniera chiara e leggera, una disamina degli ambiti, delle potenzialità e dei pericoli che si possono incontrare. Questo volume ci accompagna in una conoscenza culturale anche del mondo nascosto della nostra gioventù. Un mondo vissuto nel web, che da molti adulti è proprio per questo sconosciuto, ma in cui bisogna entrare e anche in alcuni casi vigilare per sapersi rapportare con chi rappresenta il nostro futuro.
Paola Venuti, Prof.ssa*
(* Professoressa di Psicologia dinamica e Psicopatologia clinica presso la Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università degli Studi di Trento. È Collaborative Investigator del National Institute of Child Health and Human Development (NIH-NICHD). Dirige il Laboratorio di Osservazione e Diagnostica Funzionale (Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione dell’Università degli Studi di Trento).)
[Nb. il volume è scaricabile GRATUITAMENTE dal sito EricksonLIVE al link http://www.ericksonlive.it/catalogo/tecnologie-e-media/media-e-societa/le-reti-nella-rete/ previa registrazione]
venerdì 12 novembre 2010
una nuova forma di anoressia nasce sul web - tesi di laurea

Gli studenti sono e resteranno sempre una fonte di grande soddisfazione per me.. Pubblico qui una interessantissima Tesi di laurea della Dottoressa Alessandra Nocerino, ora anche mia collaboratrice in una rubrica sul disagio psico-sociale: IL MONDO DENTRO - RedAcon .
Un brevissimo estratto della introduzione dice che "L’intento di questo lavoro è quello di analizzare più approfonditamente un fenomeno dilagante ma ancora poco conosciuto in Italia qual è quello dei siti web pro-Ana, mettendone in luce gli aspetti più rilevanti, al fine di comprendere quanto questi contribuiscano ad aggravare la situazione di ragazzine che già soffrono di un disturbo del comportamento alimentare e quanto, e se, questi portali possano effettivamente incentivare una condotta anoressica. Il tutto nell’ottica del potere e dell’influenza che uno strumento come il world wild web ha nella vita di tutti, ma in particolare in quella degli adolescenti, che costituiscono la categoria a rischio in questione."
Invito i visitatori del mio sito a leggere integralmente questo testo, il quale analizza molto bene l'attuale mondo (dello studio) del Pro Ana - scoperto da me nel 2003/2004 ma ancora ben poco studiato e affrontato - aprendolo al link sotto, anche ospitato gentilmente dalla Mia cara amica Chiara Rizzello su Briciole di Pane, in formato pdf :
Tesi di Laurea di Alessandra Nocerino - PRO ANA, una nuova forma di anoressia nasce sul web
sabato 26 giugno 2010
Anoressia e bulimia, sul web spopolano i siti a favore
Una ricerca americana pone sotto le lente 180 siti pro-ana e pro-mia. Un fenomeno presente anche in Italia, dove è forte il dibattito fra chi vorrebbe l'oscuramento di questi siti e chi li trova invece un'espressione di aiuto
(di Maria Cecilia Averame da: Sky Tg 24 CRONACA)
“Essere magri è più importante che essere sani”, “se devi mangiare, mangia nuda davanti allo specchio”, “il bagno è il sacro confessionale”: sono alcune delle affermazioni contenute nelle decine di migliaia di siti “pro-ana”, a favore dell'anoressia, e “pro-mia”, a favore della bulimia, facilmente reperibili nella rete. Una ricerca americana (“e-Ana and e-Mia: A Content Analysis of Pro–Eating Disorder Web Sites” –disponibile qui) ha esaminato i contenuti di 180 siti e ha rilanciato l'allarme su un fenomeno di dimensioni internazionali.
La ricerca porta alla luce nuovi aspetti e sottolinea la presenza di messaggi tendenzialmente pericolosi che mostrano anoressia e bulimia come accattivante “lifestyle”.
Gallery fotografiche di modelle in carne ed ossa (soprattutto ossa) diventano punto di riferimento per l'aspetto fisico. La “thinspiration” diventa una vera e propria filosofia di vita, con regole, strumenti e idoli. E obiettivi che tendono ad un dimagrimento sempre maggiore (“raggiungi i 48 chili, e poi i 45, e poi scendi ancora”). La ricerca sottolinea anche il continuo utilizzo di simboli caratterizzanti l'appartenenza di gruppo, quali braccialetti rosa o viola, che diventano un sistema codificato per comunicare senza essere riconosciuti all'esterno.
Il social networking online diventa un'arma a doppio taglio. Da un lato il web rischia di creare una realtà alternativa a quella quotidiana in cui trovare giustificazioni ad un malessere segreto e distruttivo. D'altra parte - e la ricerca dell'American Journal of Public Health lo evidenzia bene - molti fra i blog e i siti esaminati rappresentano un “grido d'aiuto” e contengono affermazioni tendenti a mostrare la consapevolezza di avere una patologia.
Il fenomeno è noto anche in Italia: non solo siti e blog, diari personali di ragazze che raccontano la loro esperienza “pro-ana”, ma sono comuni anche forum e luoghi di incontro virtuali dove confrontarsi. A volte questi siti non sono indicizzati o permettono un accesso esclusivo solo ai seguaci della filosofia “pro-ana”. Ma c'è anche chi da anni ne segue l'evoluzione, come il dott. Agostino Giovannini, autore nel 2005 di una indagine scientifica sul fenomeno, che ha catalogato e raccolto pubblicazioni e news uscite in rete negli ultimi cinque anni.
Chiudere gli occhi (in questo il caso il browser) o lasciare aperto un canale che ha risvolti autodistruttivi? In Italia c'è chi sostiene proposte di legge per punire l'istigazione all'anoressia anche via web, e chi resta su posizioni più morbide, come quelle riportate da 'D di Repubblica': combattere i siti pro-ana attraverso la diffusione di messaggi positivi, e utilizzare il social network per comunicare con chi li ha scelti come primo strumento di espressione del proprio disagio.
sabato 20 marzo 2010
SITI PRO-ANORESSIA, IL PERICOLO SI MATERIALIZZA SUI SOCIAL NETWORK
Facebook, social network più famoso al mondo, non poteva non essere interessato dal fenomeno dei messaggi pro anoressia o bulimia che negli anni passati ha coinvolto maggiormente blog e forum. Giovannini: "Fenomeno ancora largamente sconosciuto"
ROMA 19.03.2010 - Nome in codice Proana, o anche soltanto Ana come nome o cognome, è indifferente, ma è importante che ci sia. Come foto del profilo un corpo esile in genere senza volto o la silhouette di una modella, in alcuni anche un bicchier d'acqua e tra gli amici tanti che per lo stesso cognome li scambieresti come parenti di un'unica grande famiglia. Si cercano così oggi i ragazzi con disturbi dell'alimentazione, anoressia o bulimia. E se in passato erano blog e forum e traghettare i messaggi distorti, con l'esplosione dei social network il fenomeno diventa pressoché ingovernabile. Nell'era di Facebook, il social network più famoso al mondo non poteva non essere interessato dal fenomeno dei messaggi pro anoressia o bulimia che negli anni passati ha interessato maggiormente blog e forum. Basta fare un giro con uno dei motori di ricerca per rendersi conto che si tratta di un terreno difficile da esplorare e monitorare, e soprattutto perché quel che è visibile a tutti i naviganti della rete spesso non è che una parte di quel che circola sul web. Sono numerosi, infatti, i forum ‘invisibili', a cui per accedere occorre essere registrati. Delle community private su cui scambiarsi messaggi su come perdere peso, su come non avvertire i morsi della fame e anche su come ‘camuffare' ai propri genitori la propria magrezza e il proprio disturbo.
"Credo nell'inferno perché ci vivo ogni giorno", dice una ragazza sul suo profilo di Facebook. Dice di chiamarsi Claudia, ha 25 anni e come lei stessa specifica, è "1.70 x 44 kg". I profili spesso sono resi privati, ma da quel poco che rendono visibile ai naviganti si legge quanto basta. "Affamata d'Amore, Passione, di Vita che Vale... - scrive ancora Claudia sul suo profilo -. Dopo 25 anni buttati, passati ad affannarsi arrivo alla conclusione che è meglio morire di fame che d'amore ugualmente lento ma fa meno male". Nella foto del profilo di Cristina, l'immagine di una ragazza e la scritta "perfection". Giulia sul suo profilo pubblico, invece, lascia soltanto una frase: "Talvolta vorrei essere qualcun'altra. Poi mi rendo conto che l'unica cosa che non ho mai provato è essere me stessa".
Quello che si riesce a leggere sul social network è solo una piccola parte, ma basta seguire gli indirizzi dei blog indicati su alcuni profili per raccogliere le loro storie scritte su pagine di diari virtuali. "Domenica, 14 febbraio 2010. E' ufficiale... - scrive sul suo blog una ragazza - sono e sto ingrassando sempre di più. Non può più andare in questo modo! Sono nervosa e non soddisfatta di me stessa... Vorrei essere serena e riuscire a piacermi...ma non è così! Devo dare una svolta a tutta questa situazione! devo tornare come ero prima! So che la mia forza di volontà..quando voglio, è più forte di qualsiasi altra cosa, sono già stata sotto i miei regimi... e con successo! Domani... domani... domani!!". E in alcuni blog, veri e propri diari alimentari. "Colazione: aria fresca, spuntino: aria calda, pranzo: 200g pomodori conditi con aceto 38 kcal, merenda: aria fritta, cena: the senza zucchero. Totale della giornata: 600 kcal bruciate in palestra e 38 kcal assunte".
Per Agostino Giovannini, dell'Ausl di Reggio Emilia e autore di una delle poche ricerche fatte in Italia sul problema dei siti proana e promia, il fenomeno è ancora oggi largamente sconosciuto e difficile da monitorare. "La mia ricerca fotografava un fenomeno ancora quasi del tutto sconosciuto a molti degli operatori - spiega -, ai mass media e ai genitori ma non a molti degli utenti. Un fenomeno comunque in crescita e in evoluzione. Ci sono vari tipi di siti internet: i forum nascosti, i blog aperti, quelli acerbi che stanno approdando a piccoli passi verso questa forma di ‘filosofia'. A fare un blog proana ci si mette dieci minuti. Se consideriamo una fetta enorme delle adolescenti con disturbi alimentari molte di queste persone agiscono con forum e blog e il 90% dei forum che io ho consultato non sono assolutamente reperibili attraverso i motori di ricerca. Diventa molto complicato riuscire ad individuarli e a definirne il numero preciso, se non impossibile".
Non mancano, però, tra blog e gruppi quelli nati per contrastare il fenomeno. Tra i gruppi di Facebook sono numerosi quelli nati per chiedere la messa al bando dei siti che incitano all'anoressia o bulimia, tanti sono soltanto ‘antiproana', ma di tanto in tanto ne spunta qualcuno a favore. Tuttavia sono i contatti personali a mettere maggiormente in evidenza il fenomeno, e anche tra questi non mancano le associazioni che si occupano di anoressia. È il caso dell'associazione Aba , che da anni è impegnata sul problema e presente in 16 città italiane che ha circa 1500 contatti come membri, ma anche di realtà associative più piccole che accettano le nuove sfide della rete, visto che il terreno di gioco è sempre più impervio.
(Giovanni Augello)
