Citazione

“Ciò che è realmente inquietante non è che il mondo si trasformi in un completo dominio della tecnica. Di gran lunga più inquietante è che l’uomo non sia affatto preparato a questo radicale mutamento del mondo. Di gran lunga più inquietante è che non siamo ancora capaci di raggiungere, attraverso un pensiero meditante, un confronto adeguato con ciò che sta realmente emergendo nella nostra epoca.” (Heidegger)
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mercoledì 5 gennaio 2011

Le reti nella Rete - e-book


Breve recensione dell’e-book di Michele Facci - “Internet può talvolta avvicinare persone lontane e allontanare persone vicine..”, interessante guida a potenzialità e pericoli del Web(Ed. EricksonLIVE, p. 126)

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Com’è il mondo dopo l’avvento di internet?
La rete sta plasmando le modalità di comunicazione e di interazione tra le persone, interviene sempre più nella società. Ecco allora che si presentano, veicolati da internet, mancanze, sofferenze, disagi: gli stessi di sempre, ma amplificati, potenziati. La rete diventa una grande cassa di risonanza, una protesi, nel bene e nel male, delle capacità umane. Nel libro si propone una panoramica delle caratteristiche principali della rete e dei suoi riscontri psico-sociali, illustrando la situazione attuale, le potenzialità e i pericoli più significativi derivati da un uso inconsapevole o ingenuo delle nuove tecnologie. L’agile saggio rappresenta quindi un utile strumento conoscitivo per genitori, educatori e insegnanti, ma anche uno specchio in cui molti giovani possono riconoscersi.

Il volume affronta un tema di grande attualità: ossia il rapporto così diffuso dei giovani con la tecnologia e in particolare la grande passione del navigare in internet.

Il fenomeno è decisamente degno di interesse e non possiamo non interrogarci sull’effetto che esso può avere sulle capacità cognitive e sociali dei nostri ragazzi. Se da una parte i bambini sin da piccoli imparano a usare il computer, a giocare on-line e a stabilire relazioni e rapporti anche importanti con persone che non hanno mai conosciuto, dall’altra il mondo dell’educazione e della psicologia non si è ancora dedicato a comprendere fino in fondo gli effetti evolutivi di questo fenomeno. Nel volume comincia a emergere l’idea che gli educatori devono avere una conoscenza approfondita di ciò che viene trasmesso attraverso la tecnologia e dei vantaggi e dei pericoli insiti nel web. Si inizia dunque a discutere del ruolo attivo che gli educatori – intendendo sia genitori che insegnanti – debbano avere rispetto alle tecnologie informatiche. Troppo spesso sono state considerate solo uno strumento per scrivere, per giocare, per avere informazioni, oppure un qualcosa di non comprensibile, e non si è adeguatamente valutata la portata che queste nuove tecnologie stanno avendo sia sulla cultura giovanile, sia sui loro stili cognitivi e di apprendimento. Troppo spesso si sentono gli adulti criticare l’uso del computer o di internet, lamentarsi della poca capacità di ascolto che hanno i giovani, della loro passività nella discussione e attribuire la colpa all’uso del computer. Certamente un bambino che gioca da quando ha 4 o 5 anni con il computer avrà delle enormi potenzialità rispetto a chi incontra il computer in età adulta; un bambino acquisisce plasticità e reversibilità, amplia le proprie conoscenze e sviluppa forme di esperienza e selezione percettiva in ambito visivo. Ma l’ascolto, l’immaginazione e la costruzione creativa del pensiero?

L’atteggiamento corretto non è certo quello di rimpiangere il passato, ma piuttosto quello di capire e conoscere ciò che avviene e di entrarci dentro per poter, a livello educativo, utilizzare le potenzialità che offre la tecnologia e dall’altra parte predisporre a livello didattico adeguate lezioni e metodologie che conducano a un recupero dell’ascolto, della creatività e dell’espressività.

A questo tipo di conoscenza e di consapevolezza conduce il lavoro di Michele Facci, che si pone come un’introduzione al tema: ci presenta il mondo del web, fornendoci, in maniera chiara e leggera, una disamina degli ambiti, delle potenzialità e dei pericoli che si possono incontrare. Questo volume ci accompagna in una conoscenza culturale anche del mondo nascosto della nostra gioventù. Un mondo vissuto nel web, che da molti adulti è proprio per questo sconosciuto, ma in cui bisogna entrare e anche in alcuni casi vigilare per sapersi rapportare con chi rappresenta il nostro futuro.


Paola Venuti, Prof.ssa*

(* Professoressa di Psicologia dinamica e Psicopatologia clinica presso la Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università degli Studi di Trento. È Collaborative Investigator del National Institute of Child Health and Human Development (NIH-NICHD). Dirige il Laboratorio di Osservazione e Diagnostica Funzionale (Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione dell’Università degli Studi di Trento).)


[Nb. il volume è scaricabile GRATUITAMENTE dal sito EricksonLIVE al link
http://www.ericksonlive.it/catalogo/tecnologie-e-media/media-e-societa/le-reti-nella-rete/ previa registrazione]

venerdì 12 novembre 2010

una nuova forma di anoressia nasce sul web - tesi di laurea


Gli studenti sono e resteranno sempre una fonte di grande soddisfazione per me.. Pubblico qui una interessantissima Tesi di laurea della Dottoressa Alessandra Nocerino, ora anche mia collaboratrice in una rubrica sul disagio psico-sociale: IL MONDO DENTRO - RedAcon .

Un brevissimo estratto della introduzione dice che "L’intento di questo lavoro è quello di analizzare più approfonditamente un fenomeno dilagante ma ancora poco conosciuto in Italia qual è quello dei siti web pro-Ana, mettendone in luce gli aspetti più rilevanti, al fine di comprendere quanto questi contribuiscano ad aggravare la situazione di ragazzine che già soffrono di un disturbo del comportamento alimentare e quanto, e se, questi portali possano effettivamente incentivare una condotta anoressica. Il tutto nell’ottica del potere e dell’influenza che uno strumento come il world wild web ha nella vita di tutti, ma in particolare in quella degli adolescenti, che costituiscono la categoria a rischio in questione."

Invito i visitatori del mio sito a leggere integralmente questo testo, il quale analizza molto bene l'attuale mondo (dello studio) del Pro Ana - scoperto da me nel 2003/2004 ma ancora ben poco studiato e affrontato - aprendolo al link sotto, anche ospitato gentilmente dalla Mia cara amica Chiara Rizzello su Briciole di Pane, in formato pdf :

Tesi di Laurea di Alessandra Nocerino - PRO ANA, una nuova forma di anoressia nasce sul web

domenica 28 dicembre 2008

Albina perri - Magre da Morire


Albina Perri
MAGRE DA MORIRE
Aliberti editore

Centinaia di siti pro Ana
Un’indagine shock sull’anoressia in Rete
Conoscerla per vincerla

«C’è una dea che mi ha rubato corpo, cuore e anima,
c’è una dea che mi ha privato della carne
c’è una dea che rende il male bene,
c’è una dea che resta dentro per giorni, mesi, anni,
c’è una dea che fa dei bisogni privazioni
c’è una dea sconosciuta
eppure sembra di conoscerla da sempre,
questa è la dea Anoressia,
questa è fonte di dolore, morte, sofferenza
questo è il male di cui soffro».
«Quando sarai magra nessuno ti dirà più che sei un cesso. Quando sarai magra sarai felice».
È un rosario che sgranano nella testa, tutto il giorno, tutti i giorni, le ragazze anoressiche.
Il loro credo, la loro religione.
Un milione di adolescenti in Italia soffre di disturbi alimentari: troppe, perchè siano solo ragazzine annoiate e viziate. L’anoressia è una fissazione, un disturbo della mente che attacca il corpo, ma poi per alcune diventa anche un credo da condividere su Internet in centinaia di siti pro Ana, la chiamano così: in Rete si formano comunità di fisici martirizzati che si sostengono a vicenda, si danno consigli per non farsi scoprire, come in una setta segreta.
Il loro dio sono le modelle, così magre, così belle, così socialmente accettate, sempre davanti agli occhi in centinaia di foto con la scritta: «Voglio diventare così».
E gli stilisti che le vestono, e le fanno sfilare come se fossero le vere femmine, quelle più desiderabili e apprezzate, sono i sacerdoti di un mondo ideale, senza grasso e senza paure.
Un gioco di autostima e autodistruzione per le ragazzine.
Una responsabilità, per il mondo della moda, che firma appelli contro l’anoressia, ma poi continua a scegliere modelle di carta velina, corpi come appendiabiti, ossa e plissé che traballano in passerella.
Albina Perri (classe 1973) è una giornalista professionista di Milano. Caposervizio delle cronache italiane di «Libero», oggi gestisce il sito del quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Ha collaborato con i mensili«Class» e «Men’s Health», e ha lavorato al settimanale «Il Borghese».

martedì 22 luglio 2008

"QUOD ME NUTRIT ME DESTRUIT”

Gli studenti rimangono sempre una fonte di immensa di soddisfazione.. Pubblico qui un'intervista fattami da una neo-laureata: la Dottoressa Elena DellePiane, nel corso della sua interessante Tesi di Laurea.
Perdonate se sono diretto e semplificativo nel discorrere, ma l'obiettivo non è più usare grossi discorsi, quanto fare capire il più possibile, spesso operando una semplificazione, anche opinabile, in ciò che di semplice non ha nulla..
“Quod me nutrit me destruit”
INCHIESTA SUI MEDIA E I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
Capitolo 5 "La Parola all'Esperto" (leggilo cliccando Qui)